Mindfulness: cos’è e come praticarla (guida semplice per iniziare)

Mindfulness: cos’è e come praticarla (guida semplice per iniziare)

Mindfulness: cos'è e come praticarla (guida semplice per iniziare)

Negli ultimi anni la parola mindfulness è diventata ovunque.

La trovi nei libri.

Nelle aziende.

Nelle app.

Nei corsi online.

Perfino nelle pubblicità.

Eppure, dopo quasi trent'anni di pratica e di insegnamento della Vipassanā, mi accorgo che c'è ancora molta confusione su cosa significhi davvero.

Per alcuni mindfulness significa rilassarsi.

Per altri vuol dire pensare positivo.

Qualcuno immagina che serva a svuotare la mente.

Altri ancora la considerano semplicemente una tecnica per ridurre lo stress.

C'è una parte di verità in tutte queste idee.

Ma nessuna coglie davvero il cuore della pratica.

La mindfulness non nasce per farci sentire meglio.

Nasce per aiutarci a vedere con maggiore chiarezza ciò che sta accadendo, dentro e fuori di noi.

Ed è proprio questa chiarezza che, con il tempo, può trasformare profondamente il nostro modo di vivere.


Che cos'è davvero la mindfulness

La parola mindfulness viene spesso tradotta come consapevolezza.

È una traduzione utile, ma incompleta.

La mindfulness è la capacità di essere presenti a ciò che sta accadendo, momento dopo momento.

Significa osservare l'esperienza mentre si manifesta.

Il respiro.

Le sensazioni del corpo.

I pensieri.

Le emozioni.

I suoni.

Senza cercare immediatamente di modificarli.

Senza reagire automaticamente.

Senza perderci nelle storie che la mente costruisce.

È una qualità naturale della mente.

La pratica serve semplicemente a svilupparla.


Perché viviamo così spesso con il pilota automatico

Gran parte della nostra giornata trascorre senza che ce ne accorgiamo.

Facciamo colazione pensando alla riunione.

Guidiamo mentre ripensiamo a una discussione.

Camminiamo senza ricordarci nemmeno il percorso.

Il corpo è in un posto.

La mente da tutt'altra parte.

Questo stato di automaticità è così abituale che spesso lo consideriamo normale.

La mindfulness interrompe proprio questo meccanismo.

Ci invita a tornare all'esperienza diretta.

A vedere quello che sta succedendo, invece di vivere continuamente immersi nei pensieri.


La mindfulness non significa smettere di pensare

Questo è probabilmente il fraintendimento più diffuso.

Molte persone iniziano a meditare aspettandosi una mente completamente silenziosa.

Poi scoprono che i pensieri continuano ad arrivare.

E concludono di stare sbagliando.

In realtà non è così.

La mente pensa.

È il suo lavoro.

La pratica non consiste nell'eliminare i pensieri.

Consiste nel riconoscerli senza esserne continuamente trascinati.

Se questo è un dubbio che hai avuto anche tu, potrebbe esserti utile leggere anche Perché non riesco a meditare? e Meditazione e pensieri: come smettere di farsi trascinare dalla mente.


Mindfulness e Vipassanā: qual è la differenza?

Queste due parole vengono spesso usate come sinonimi.

In realtà non indicano esattamente la stessa cosa.

La mindfulness è una qualità della mente.

La capacità di essere presenti con consapevolezza.

La Vipassanā è un percorso di pratica che utilizza quella consapevolezza per osservare in profondità la nostra esperienza.

Attraverso l'osservazione del corpo, delle sensazioni, dei pensieri e delle emozioni iniziamo a comprendere direttamente il modo in cui la mente costruisce la sofferenza.

Per questo motivo, nella tradizione della Vipassanā, la mindfulness non rappresenta il traguardo.

È il punto di partenza.


Che cosa cambia con una pratica regolare

Molti si avvicinano alla mindfulness sperando di sentirsi immediatamente più rilassati.

Può succedere.

Ma non è questo il cambiamento più importante.

Con il tempo iniziamo piuttosto a vedere con maggiore chiarezza quello che accade dentro di noi.

Riconosciamo prima un'emozione.

Ci accorgiamo più facilmente di un pensiero.

Notiamo quando la mente sta costruendo una storia.

E qualche volta scegliamo di non seguirla.

È così che, lentamente, cambia il nostro rapporto con lo stress, con l'ansia e con le difficoltà della vita quotidiana.

Se desideri approfondire questo aspetto, potrebbe interessarti anche Meditazione per ansia: come la Vipassanā aiuta davvero.


Come iniziare a praticare la mindfulness

Uno degli errori più comuni è pensare che servano lunghe meditazioni o tecniche complicate.

In realtà, la pratica inizia da qualcosa di molto semplice.

Sederti.

Chiudere gli occhi, oppure lasciarli socchiusi.

Portare l'attenzione al respiro.

E osservare quello che accade.

Non devi controllare il respiro.

Non devi rilassarti.

Non devi smettere di pensare.

Devi semplicemente accorgerti di ciò che sta succedendo.

Quando la mente si distrae – e succederà moltissime volte – riporti gentilmente l'attenzione al respiro.

Questo semplice gesto, ripetuto centinaia di volte, è già pratica.


La mindfulness non si pratica solo sul cuscino

Molte persone pensano che la mindfulness inizi e finisca durante la meditazione.

In realtà è vero il contrario.

La meditazione è un allenamento.

La vita quotidiana è il luogo in cui quella pratica prende forma.

Puoi essere consapevole mentre cammini.

Mentre lavi i piatti.

Mentre ascolti una persona.

Mentre aspetti il tuo turno al supermercato.

Perfino durante una discussione.

Ogni volta che ti accorgi di essere stato trascinato via dai pensieri e ritorni a ciò che sta accadendo, stai coltivando mindfulness.


Gli ostacoli fanno parte della pratica

Quasi tutti, all'inizio, pensano di non essere portati per meditare.

La mente sembra troppo agitata.

I pensieri non si fermano.

Ci si annoia.

Si prova impazienza.

Oppure nasce il dubbio:

"Sto facendo bene?"

La buona notizia è che tutto questo non è un ostacolo alla pratica.

È la pratica.

Ogni volta che riconosci una distrazione, hai appena avuto un momento di consapevolezza.

Ed è proprio quella capacità che stai allenando.


Perché molte persone smettono dopo poche settimane

In quasi trent'anni di insegnamento ho visto questo schema ripetersi molte volte.

Le persone iniziano entusiaste.

Meditano qualche giorno.

Poi la vita riprende il suo ritmo.

Saltano una pratica.

Poi un'altra.

E lentamente tutto si interrompe.

Non succede perché manca la volontà.

Succede perché cambiare abitudini richiede tempo.

Ed è molto difficile farlo completamente da soli.


Il valore di una pratica regolare

Per questo motivo consiglio quasi sempre di praticare con continuità e, quando possibile, insieme ad altre persone.

Non perché il gruppo abbia qualcosa di magico.

Ma perché crea una struttura.

Un appuntamento.

Una continuità.

E la continuità è molto più importante dell'intensità.

Dieci minuti ogni giorno trasformano la mente molto più di un'ora ogni tanto.


La mindfulness è solo l'inizio

Nella tradizione della Vipassanā la mindfulness non rappresenta il punto di arrivo.

È il primo passo.

Più la consapevolezza diventa stabile, più iniziamo a osservare con chiarezza il funzionamento della mente.

Vediamo come nascono i pensieri.

Come cambiano le emozioni.

Come reagiamo automaticamente alle esperienze piacevoli e spiacevoli.

Questa comprensione non arriva leggendo un libro.

Nasce soltanto dall'osservazione diretta della propria esperienza.


Vuoi iniziare a praticare?

Leggere della mindfulness può essere utile.

Ma la mindfulness si comprende davvero soltanto praticandola.

Se desideri fare esperienza diretta, puoi iniziare con uno di questi percorsi.

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